覺得食物 – 飲食上移

薩皮恩扎設計點¯x閃亮 2011

testo di Paolo D’Arrigo

La facoltà di Disegno Industriale all’Università “智慧" 羅馬, 通過托尼諾巴黎成立 1994, 現在,支持與研究和實驗教學的結構化的教育現實. 以及三個研究生課程 – 包括2個年和高超的 – l’università offre un area per i workshopFactory La Sapienza Designche vuole offrire nuovi concept ed artefatti per far fronte alle richieste dello scenario economico, produttivo e sociologico moderno. In linea con questo approccio sono i risultati delle attività interdisciplinari, sviluppate dall’Atelier di Product Design 3 e Visual e Graphic Design 3 del corso di Industrial Design, sul tema delloStreet Food".

Lo staff d’insegnamento, costituito da Paolo D’Arrigo, Francesco Paretti, Mauro Del Santo, 皮耶羅Quintiliana, Emanuele Cappelli, Tommaso Empler, Federico Mancini e Flavia Garziaha guidato un gruppo di 150 studenti nell’esplorare il mondo dello street food, sviluppando 50 progetti di nuovi supporti per il cibo, ognuno dei quali eco-friendly.

babek
Studenti: Renato Borgioli, Federica Botrugno, Fabrizio de Paolis, Teresa Falanga

Babek appartiene a una nuova generazione di food design e in particolare di finger food. Il suo nome deriva dalla parola Kebab shish che in turco vuol dire appunto spiedino o carne allo spiedo. È possibile trovarlo in una doppia versione: classica e “luxury”. Entrambe consentono di comporre uno spiedino a proprio gusto e piacimento, dando così al consumatore la possibilità di gustare il proprio pasto in modo pratico e veloce. Le due versioni, realizzate in faggio con un comodo portatovagliolo incorporato, si differenziano non solo per lo spessore del materiale che varia da 2 a 3 mm ma anche per la tipologia d’uso che se ne fa. La versione classica, usa e getta, è stata progettata con la volontà di eliminare ogni spreco di materiale e ottimizzare al massimo la realizzazione del prodotto. Sfruttando la tecnologia di produzione della fustellatura, ogni singolo spiedino è dotato di un elemento incorporato nella parte inferiore utilizzabile come blocca vivande; mentre la versione “luxury”, più importante perché spessa 3mm, è prodotta col taglio a laser e dunque può essere riutilizzata. Babek si può trovare nei supermercati in confezione da 12 con gancio accessorio incluso oppure in confezione da 50 per la versione classica. Altrimenti si può ordinare direttamente dal fornitore con la possibilità di personalizzarlo con il proprio logo o marchio in caso di attività commerciale o con le proprie iniziali se si tratta di un’occasione speciale come un compleanno, un matrimonio o un cocktail party, poiché l’impugnatura ha uno spazio predisposto appositamente per questo. La sua semplicità e allo stesso tempo eleganza lo rendono, dunque, un prodotto adatto ad ogni occasione.

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Studenti: Valeria Branca, Hysen Drogu, Lorenzo La Commare

Rip and roll: siamo partiti dal presupposto di coniugare un packaging take away innovativo, con un prodotto alimentare albanese (qofte=panino), realizzando un logo dal gusto orientaleggiante, che riprendesse l’origine dell’alimento; creando una veste al prodotto, elegante e minimale, che comprendesse di etichetta e texture di rivestimento; operando sulla promozione del prodotto (locandine e cartoline), utilizzando pattern e soluzioni optical e infine sperimentando una soluzione di segnaletica urbana (nastri).

divino

Studenti: Antonio Marinelli, Aurora Ruffini, Giovanni Venditti, Michele Visconti

Appetito divino nasce dalla volontà di creare un oggetto per l’aperitivo che ricordasse la tradizione romana, sia nella forma che nei sapori, con la possibilità di consumarlo comodamente anche passeggiando. Da qui tre parole chiave: TRADIZIONE, ELEGANZA E COMODITA’.
Prende ispirazione dal tipico fiasco da vino ed è composto da due elementi che si incastrano tra loro: la parte superiore, capovolta, ricorda la forma del calice e contiene il vino, quella inferiore è suddivisa in due cavità che contengono gli stuzzichini. Le quantità contenute sono state pensate per una sola persona, per cercare di mantenere minima la dimensione e massima la comodità. Appetito divino è pensato per un utilizzo take-away, quindi semplice da consumare anche in strada e senza alcun bisogno di appoggio. E’ sufficiente separare il calice dalla base e togliere la pellicola di alluminio per bere il vino ed è possibile poi incastrarlo nel foro centrale della parte inferiore per mangiare gli stuzzichini, aiutandosi con la forchettina riposta nello stesso foro. E’ realizzato interamente in BIOGRADE, una plastica compostabile e biodegradabile, e quindi può essere facilmente dismesso nel pieno rispetto dell’ambiente. Le tecniche di lavorazione per la realizzazione di Appetito divino sono lo stampaggio ad iniezione e quello a soffiaggio, utilizzati rispettivamente per la parte inferiore e quella superiore dell’oggetto, e la termosaldatura per la pellicola alimentare che mantiene intatte le qualità del cibo e del vino. Attraverso il suo aspetto elegante e leggermente provocatorio, questo progetto vuole essere il punto d’incontro tra tradizione e novità; rivolgendosi ad un pubblico dinamico ed eterogeneo che non vuole rinunciare al piacere Appetito divino conferisce una nuova dignità a prodotti enogastronomici fieramente popolari senza rinunciare alla raffinatezza e al buon gusto.

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